Nuovo lavoro per il sestetto più ambiguo dello stivale. 4 tracce su vinile 7′, orgogliosamente registrate in una falegnameria dispersa nella più oscura campagna emiliana. Gli aggettivi per definire questo album sono infiniti ma nessuno potrà mai descrivere l’incredibile quanto improbabile immaginario che si cela sotto a queste rapidissime canzoni. Rabbia, schizofrenia, tempesta ormonale, disagio, ubriachezza, alterazione, violenza, esibizionismo, convulsioni, ridondanza, spudoratezza, ironia, ingordigia, sarcasmo, potenza, perdizione, deviazione. Tutto questo – e nessun segno di pentimento – è contenuto nei 9 (dico nove) minuti di musica partoriti senza ritegno sull’onda lunga dello shock sismico del 2012.